2 – Lo sbarramento di Ospedaletto – il Forte Monte Ercole e Cumieli

SABATO 11 AGOSTO 2018

Cosa visiteremo: Il forte di Monte Ercole (306 m), appostamenti e trinceramenti di Monte Cumieli (571 m), monte Palombaro (485 m) e Sella S. Agnese.

Difficoltà: Percorso escursionistico privo di difficoltà. Si suggerisce di portarsi appresso una torcia elettrica per meglio visitare il Forte di Monte Ercole e caverne. La sola visita al Monte Ercole richiede 3 ore, l’intero anello circa 7. Il dislivello complessivo è di circa 400 metri, la lunghezza dell’intero percorso, considerando tutte le diramazioni, è di una decina di chilometri.  

Il ritrovo: è previsto alle ore 8.00 presso il piazzale della chiesa di Ospedaletto di Gemona del Friuli

Descrizione: 

Da Ospedaletto si imbocca via del Lago, attraversando in sottopassaggio la ferrovia per guadagnare un bivio dove emergono le vestigia murarie dell’accesso a quella che era l’area militare dello sbarramento di Ospedaletto. Dopo circa un chilometro in leggera salita, su strada risalente al 1904-1906, perveniamo presso l’accesso superiore al forte. La struttura, ultimata negli anni fra il 1906 e il 1909, appare articolata. 

Superate le colonne d’ingresso e la garitta di guardia, dopo aver apprezzato la polveriera generale sulla sinistra e gli ampi casermaggi per truppa ormai compromessi sulla destra, si giunge al cortile interno dove emerge la cinta settentrionale dotata di feritoie e la caponiera per mitragliatrice.

Avanzando, sulla destra è riconoscibile il vano delle cucine, mentre nella stanza adiacente è stato allestito un percorso tematico arricchito con una ricca esposizione di immagini storiche.

Camminando nel trinceramento ci si imbatte in feritoie, vani per rastrelliere, canalette per il recupero dell’acqua piovana, una postazione per mitragliatrice a cofano, ingressi provenienti dal perimetro dell’opera corazzata e numerose incisioni italiane risalenti agli anni 1915-1917.

Terminata la visita di questa parte interna, è consigliabile la salita al tetto del blocco corazzato, dove erano schierati i quattro cannoni da 149/A sotto cupola girevole tipo Armstrong. I pozzi sono stati successivamente riempiti di cemento, pertanto è possibile solo intuirne la collocazione originale. Si prosegue poi con la visita dei locali di caricamento, del corridoio di batteria, delle riservette per proietti e cartocci con tanto di numerazione originale, nonché delle nicchie per il riparo dei serventi al momento dello sparo.

Ultimata la visita del forte e ripreso l’ingresso principale, si sale lungo la strada militare fino a giungere ad un’ampia insellatura. Imboccando la prima carrareccia sulla sinistra e proseguendo sino al suo termine, sarà possibile notare sulla sinistra un’ampia spianata dove all’occorrenza si potevano schierare quattro 149/G. 

Tornati all’insellatura presso quota 450 m, una seconda evidente mulattiera, nel primo tratto con le sembianze di rotabile militare con consolidamenti murari a monte, si inerpica poco sopra fino a giungere allo slargo sommitale del Monte Cumieli (571 m). Da questa posizione, dirigendosi verso sud ovest dal cui pulpito si può apprezzare l’argenteo serpeggiare del Tagliamento, spiccano i resti di un osservatorio militare, oltre alle due piazzole delle artiglierie contraeree. 

Ridiscesi all’insellatura, si prosegue in leggera salita in direzione di S. Agnese e, poco prima di scollinare a quota 474 m si devia a destra, lungo quella che era una rotabile militare, dove ben presto si incontrano due riservette e la piazzola per l’appostamento in barbetta di Monte Palombaro (quattro cannoni da 149/G su affusto d’assedio, da postarsi occasionalmente). 

Da qui si prosegue fuori sentiero in direzione sud-ovest puntando al cocuzzolo di quota 485 m; incontreremo ben presto numerosi segmenti trincerati, alcune caverne, delle postazioni per mitragliatrice, tutte fortificazioni di carattere provvisorio edificate nel 1916 nel contesto della linea del Tagliamento.

Numerose sono le caverne e le strutture militari risalenti al 1944-1945 localizzabili sui versanti del Monte Palombaro, di Sant’Agnese e del Monte Chiamparis e non sempre si dimostrano facilmente discriminabili da quelle edificate durante la Grande Guerra. 

Ripresa la sella di quota 474 m, lungo la strada principale si scende alla Sella S. Agnese, dove pure era previsto lo schieramento occasionale di quattro pezzi di piccolo calibro. Oggi non esistono in loco significative vestigia belliche, anche se merita menzionare l’ancora attiva fontana all’epoca impiegata per il rifornimento idrico in favore dei militari e la caverna per mitragliatrici che occhieggia sulle prime rocce della Costa della Gringhiona (accessibile a camminatori pratici di fuori sentiero).

L’area di Sant’Agnese fu anche palcoscenico per alcune scene del celebre film “La Grande Guerra” di Mario Monicelli (1959). Per rientrare discendiamo in direzione nord e imbocchiamo il sentiero naturalistico che riporta al forte di Monte Ercole e che ci permette di tornare a Ospedaletto in un’oretta di piacevole passeggiata.

  • Iscrizione: La partecipazione è gratuita; per aderire all'iniziativa potete scaricare il modulo di iscrizione e comunicare la vostra partecipazione tramite email a info@grandeguerra-ragogna.it (per motivi logistici l'iscrizione è obbligatoria). 
  • Informazioni: Per ulteriori informazioni o chiarimenti scrivete un'email a info@grandeguerra-ragogna.it o chiamate il numero 347-3059719.
  • Meteo: In caso di pioggia l’uscita sarà rimandata in data da definire
  • Fotografare: L’Unione Territoriale Intercomunale del Gemonese propone agli escursionisti appassionati di puntare l’obiettivo fotografico per immortalare le opere militari quali trincee, appostamenti, casermaggi, fontane, postazioni rinvenibili durante l’escursione.  Le foto potranno essere inviate a: luca.leonarduzzi@gemonese.utifvg.it (specificando nell'oggetto: "foto escursione del 11-08-2018" e indicando nome e cognome dell'autore) e serviranno non solo ad arricchire l’archivio fotografico del territorio dell’Unione territoriale Intercomunale del Gemonese, ma verranno anche proiettate a conclusione delle escursioni effettuate nell’anno e pubblicate sul sito dell'Ente.